Informazioni turistiche sul Sestiere San Polo a Venezia

II Sestiere San Polo trae carattere dalla struttura urbanistica molto fitto, dove case popolari si impastano ai palazzi nobiliari e alle molteplici chiese affacciate su piacevoli campielli, mentre sull'acqua si riflettono le case-fondaco che mantengono le varietà medievali.
Avvicinandosi al rio S. Polo, e più ancora oltre questo canale, la consistenza edilizia va espandendosi, denunciando un'urbanizzazione successivo fino ai compimenti novecenteschi, con giardini e grandi aree verdi.
Emergono, tra i perni urbanistici, sociali e monumentali del sestiere, i complessi' di S, Rocco, di S. Maria Gloriosa dei Frori e di S. Giovanni Evangelista che, insieme alle relative chiese, Scuole e conventi, facevano un articolato sistema di luoghi famosi attorno ai quali si rappresero rilevanti attività assistenziali. Rialto è servito dalle linee di vaporetti ACTV I e 82, fermata Rialto, cui seguono - su questo sponda del Canal Gronde - le fermate S. Silvestro e S. Tomà.

Rialto
È considerato uno dei primi insediamenti della città, non soltanto il terzo caposaldo della struttura urbana antica di Venezia, insieme a San Marco e all'Arsenale. Già dall'XI secolo era il centro dei mercati e base operativa del commercio internazionale della Serenissima; col tempo concentrò anche le attività finanziarie e le più rilevanti magistrature legate alle attività economiche.
L'originaria collocazione del mercato, organizzata per aree di vendita differenti a seconda del prodotto, si può leggere ancora oggi nella toponomastica che rinvia alle diverse attività.
Caratteristico è il tessuto urbano, con una fitta trama di botteghe, magazzini e abitazioni ma privo di corsi d'acqua, con calli lunghe avvicendate ad altre più corte. La riedificazione dopo il devastante incendio del 1514, consegnata ad Antonio Scarpagnino, ripropose la precedente organizzazione alla quale si unirono le cinquecentesche Fabbriche Vecchie e Nuove e il palazzo dei Camerlenghi opposto al palazzo dei Dieci Savi innalzato dopo l'incendio e ora residenza del Magistrato alle Acque.

Campo S. Giacomo di Rialto
Centro della vita finanziaria della città, è definito dalla continuità dei portici delle Fabbriche Vecchie, compite da Antonio Scarpagnino in un agevolato linguaggio classico.
La chiesa di S. Giacomo di Rialto è ritenuta dalla tradizione la più antica di Venezia ma sorse più forse nel XII, quasi simultaneamente al mercato e sfuggita all'incendio del 1514.
La facciata, che mantiene il portico originario con colonne in pietra e barbacani in legno, è dominata dal tondo del grande orologio quattrocentesco, rifatto nel 1749. L'interno, riutilizzato nei secoli XVI e XVII, è a croce greca con cupola; notare le belle colonne medievali e i capitelli. A Vincenzo Scamozzi si deve l'altare degli Orefici, con gonzi di Girolamo Campagna.

Campo della Pescaria
Aperto sul Canal Grande, è noto per il mercato di prodotti alimentari che vi si svolge al mattino. Vi prospetta la testata del lungo corpo porticato delle Fabbriche Nuove, rivolte ai magistrati soprintendenti al commercio, realizzato dal Sansovino riprendendo l'architettura delle Fabbriche Vecchie per terminare la ricostruzione dell'area di Rialto definendone la fronte lungo il canale. Lo fronteggia la porticata Pescheria neogotica bellissimo mercato del pesce.

Riva del Vin
Insieme alla riva opposta, dove si svuotavano carbone e ferro, questo è il solo tratto di Canal Grande, dopo quello della Ferrovia, a essere costeggiato da percorsi pedonali, che si introducono tra lunghi blocchi edilizi attraverso i sottoporteghi. In origine era destinata all'attracco delle barche che portavano vino ed era fiancheggiata da belle case-fondaco, oggi succedute da semplici facciate.

Campo S. Silvestro
È d'impianto regolare, anche se risulta profondamente modificato dall'interramento del rio che vi scorreva; prossimo alla riva del Vin, accoglieva un tempo le Scuole dei Mercanti di Vino e dei Mastellari.
Nel cinquecentesco palazzo Valier si pensa abbia abitato Giorgione mentre agli inizi del '900 risale la facciata della chiesa di S. Silvestro, originaria del secolo IX e completamente ricostruita nel 1837-43; l'interno neoclassico racchiude Battesimo di Gesù del Tintoretto e Sacra Famiglia di Karl Loth.

Campo S. Polo
Come testimoniano diversi dipinti, questo esteso e suggestivo spazio era un tempo luogo di fe-ste e giochi e ancora oggi è adoperato, specialmente d'estate, come grande cinema o palcoscenico all'aperto. Opposta all'abside della chiesa è una lunga cortina edilizia curvilinea, il cui andamento segnala che queste case sporgevano su un rio.
Ne fanno parte il palazzo Maffetti-Tiepolo i gotici palazzi Soranzo nei quali si capisce il passaggio dai modi trecenteschi a forme tardogotiche, e il palazzo Donò. Sul versante opposto del campo, l'angolo dell'imponente palazzo Corner Mocenigo alzato a metà '500 da Michele Sanmicheli, è caratterizzato, nel prospetto sul rio, dal contrasto tra il possente bugnato e la serrata ma più leggera composizione dei piani superiori.

S. Paolo
La chiesa di S. Paolo Apostolo, di fondazione bizantina, fu cambiata nel secolo XV e ancora intimamente ristrutturata nel 1804. Il campanile in cotto risale alla metà del '300; la facciata è totalmente nascosta da un blocco di edifici che s'introduce tra chiesa e canale. A pianta basilicale a tre navate, con soffitto ligneo a botte su quella centrale, reca un elegante apparato decorativo neoclassico che si accorda con le semplici forme bizantino-gotiche.
Di grande interesse: Ultima cena e Assunta e santi del Tintoretto e La Vergine appare a S. Giovanni Nepomuceno di Giambattista Tiepolo.

Casa Goldoni
Il celebre drammaturgo veneziano nacque il 26 febbraio 1707 in palazzo Centoni, edificio quattrocentesco con portale ogivale e cotile con scala scoperta. Dal 1953 è sede dell'Istituto di Studi teatrali Casa Goldoni, dotato di un rilevante biblioteca e di un archivio con manoscritti originali; nel piccolo museo didattico è esposto il famoso teatrino di marionette originario dalle collezioni di Ca' Rezzonico.
Campo S. Tomà
In questo campo armoniosamente rettangolare, si fronteggiano i prospetti dell'ex Scuola dei calegheri risalente al secolo XV e con stupendi affreschi contemporanei all'interno, e della chiesa di S. Tomà nelle forme del rinnovamento settecentesco.

Campo S. Rocco
Un'inconsueta pianta triangolare caratterizza questo luogo, di notevole fascino per la presenza di bellissime architetture pubbliche in stretto rapporto tra loro: la chiesa di S. Rocco, la monumentale facciata della Scuola Grande di S. Rocco e l'abside della chiesa dei Frari. Questo gioco sapiente di relazioni è esaltato dalla processione che vi si svolge ogni anno il 16 agosto. Fino all'800 il campo era chiuso sul fondo, ma i bisogni di nesso con la stazione ferroviaria portarono a infrangere il muro tra chiesa e Scuola, aprendo il passaggio che cambiò per sempre il senso del luogo.

S. Rocco
La prima edificazione della chiesa, dovuta a Bartolomeo Bon, fu in forme rinascimentali che vennero totalmente rinnovate nel 1725 da Giovanni Scalfarotto. Anche la facciata fu riedificata nel 1771 da Bernardino Maccaruzzi, che s'ispirò alle linee del prospetto della Scuola. Nell'interno a una navata: S. Francesco di Paola risuscita un bambino di Sebastiano Ricci.
La piscina probatica e S. Rocco condotto in carcere del Tintoretto, cui fanno parte anche le grandi tele alle pareti del presbiterio; ai lati dell'altare sopravvive l'unico resto degli affreschi del Pordenone che ornavano anche la cupola; dello stesso, Ss. Martino e Cristoforo.

Scuola Grande di S. Rocco
Dedicata al santo protettore degli appestati, fu innalzata su iniziale progetto di Bartolomeo Bon dal 1516 e più tardi sotto la direzione di Sante Lombardo e Antonio Scarpagnino, arrivando a compimento nel 1560.
L'interno, diviso su due piani, mantiene l'intero ciclo di teleri dipinto dal Tintoretto dopo aver vinto un concorso cui aveva preso parte anche il Veronese. La visita inizia, per motivi cronologici, dal piano superiore, che si arriva salendo lo scalone dello Scarpagnino con volta a botte. La sala dell'Albergo, decorata dal Tintoretto accoglie nel soffitto ligneo S. Rocca in gloria. Nell'imponente Sala maggiore vi sono 21 tele dipinte dal maestro nel 1576-78; alle pareti Tintoretto realizzò le Storie del Nuovo Testamento e, sull'altare, la Gloria del santo.

S. Maria Gloriosa dei Frari
È comunicata dalla poderosa mole del campanile, uno dei più alti di Venezia. Della chiesa francescana del XIII secolo nulla resta, perché il moderno edificio, severo e imponente, fu iniziato nel 1340 e terminato più di un secolo dopo. Nella facciata di tardo stile gotico, un portale archiacuto gotico fiorito dà accesso all’interno a tre navate, divise da 12 potenti piloni che sono uniti da catene lignee e scandito da altari, urne pensili e monumenti funebri.

Convento dei Frari
L'ex convento, di antica origine ma più volte restaurato, si dispone attorno ai chiostri della SS. Trinità e di S. Antonio; il primo, seicentesco, è definito da un porticato a grandi arcate con al centro un monumentale pozzo di Antonio Pittoni; il secondo, attribuito al Sansovino, è accerchiato da un porticato ad arcate a tutto sesto. II complesso religioso, abolito nel 1810 con è dal 1815 sede dell'Archivio di Stato, che raccoglie documenti della storia di Venezia dal IX secolo alla sua caduta.

Campiello S. Giovanni Evangelista
Organizzato verso la fine dei '400 da Pietro Lombardo, è articolato in due spazi da un setto marmoreo composto di portale, finestre timpanate e lunetta con l'aquila simbolo dell'evangelista Giovanni. Sul più interno campiello della Scuola sono le entrate della chiesa di S. Giovanni Evangelista, di antica origine ma di aspetto settecentesco e la Scuola Grande di S. Giovanni Evangelista, la cui lunga vicenda costruttiva è testimoniata dalle sedimentazioni stilistiche della facciata, con rilievi trecenteschi, finestre gotiche, bifora e portale rinascimentale di Mauro Codussi.
L'interno è articolato su due grandi, grandi piani uniti dal monumentale scalone del Codussi a due rampe coincidenti con volta a botte; il salone terreno, di origine gotica, è diviso in due navate da belle colonne; quello superiore fu ornato nel soffitto da Jacopo Marieschi e Giandomenico Tiepolo, e mantiene alle pareti opere di Domenico Tintoretto, Sante Peranda, Pietro Longhi. Nell'oratorio della Croce l'altare conserva la pregiata reliquia della Croce, donata alla confraternita nel 1369.

Foto di Venezia

Piazza San Marco from the Canale (Venezia) Canal Grande a Venezia Venice -  Palazzo Ducale Arsenale di Venezia Canali di Venezia Ponte di Venezia