Informazioni turistiche sul Sestiere Dorsoduro a Venezia
II Sestiere Dorsoduro deriverebbe dalla caratteristica del
terreno, sopraelevato rispetto al vicino e molto solido. Gli ambiti
urbani che lo contraddistinguono sono piuttosto diversificati.
Omogeneo è il fronte lungo il Canal Gronde, segnato dalle emergenze
monumentali delle Gallerie dell'Accademia e della chiesa della
Salute, apice di una grande operazione seicentesca di miglioramento
che interessò tutta l'estremità orientale del sestiere completando
il Bacino di S, Marco.
Omogenea è pure, anche se con un carattere più dimesso, la
lunghissima fronte delle Zattere sul canale della Giudecca, che
ricorda l'origine di luogo di lavoro nei magazzini e squeri ancora
esistenti.
All'interno si riconoscono le "insule" ,cellule urbanistiche della
città medievale; come quella formata da lunghe e regolari spine di
S. Barnaba o quella, più irregolare e complessa, del "borgo" di S,
Trovaso. Assolutamente differente è invece l'estrema parte
occidentale del sestiere, dove insediamenti popolari di antichissima
formazione dell'Angelo Raffaele e di S. Nicolò dei Mendìcoli, sono
stati in gran parte scambiati da più anonimi quartieri popolari e da
interventi e manufatti conseguiti nella fase protoindustriale
otto-novecentesca; l'officina del Gas, l'acquedotto, l'ex
Cotonificio veneziano, i Magazzini generali sono importanti sotto il
profilo dell'archeologia industriale.
Gallerie dell'Accademia
Sul piccolo campo-sagrato, aperto sul Canal Grande, ci sono gli
edifici di S. Maria della Carità, che insieme al ponte
dell'Accademia ne definiscono lo spazio. La chiesa, il monastero e
la Scuola Grande del complesso religioso, che fu tra i più grandi di
Venezia, sono il risultato di un lungo lavoro di ristrutturazioni,
aggiunte e cambiamenti a partire dal primitivo nucleo dei Canonici
lateranensi.
Di questo nulla rimane, mentre le forme gotiche della chiesa
testimoniano la fase edilizia del ‘400, seguita a metà '500 da un
rilevante ma incompiuto intervento del Palladio, incaricato di
rinnovare il monastero.
L'ingresso delle Gallerie si apre sulla facciata neoclassica della
ex Scuola Grande di S. Maria della Carità, rinnovata assieme allo
scalone interno da Giorgio Massari e altri nel 1756-65. Le ali
retrostanti, assieme alle modificazioni esterni, sono l'esito dei
prolungati interventi ottocenteschi volti ad adattare il complesso a
sede dell'Accademia e delle sue Gallerie.
Campo S. Vio
Ingrandito nel 1813 a seguito dell’abbattimento della chiesa dei Ss.
Vito e Modesto, è chiuso dal fianco del cinquecentesco palazzo
Barbarigo, nell'800 sede della Compagnia Venezia Murano che affidò a
Giulio Carlini il rivestimento musivo a fondo oro. II fronteggiante
palazzo Cini specchia la facciata rinascimentale, in modo del tutto
anomalo, non sul Canal Grande ma sul piccolo rio. Nell'edificio ha
sede la Raccolta ;arte della Collezione Vittorio Cini, di cui fanno parte dipinti di maestri
toscani fra il XIII e il XV secolo.
Collezione Peggy Guggenheim
Questa importante raccolta di opere all'avanguardia europea e
americana (visita 10-18; dal I° aprile al 31 ottobre, sabato no alle
22; chiusa martedì) è sistemata in palazzo Venier dei Leoni, per 30
anni abitazione veneziana della collezionista e mecenate americana
Peggy Guggenheim; dopo i sua morte l'edificio è passato, assieme
alle opere d'arte, alla Solomon R. Guggenheim Foundation di New
York.
Il piano terra del palazzo fu conseguito nel 1749 come parte di un
enorme progetto li Lorenzo Boschetti. L'attuale sistemazione delle
opere segue un ordine per correnti figurative; nel giardino, invece,
sono presenti sculture di varie tendenze.
II costruttivismo-de Stijl è descritto da Il Mare e da Composizione
ovale di Piet Mondrian, e dal Giardino magico e dal ritratto della
signora P. nel sud di Paul Klee.
Testimoniano l'espressionismo astratto, Automobile: rumore+velocità
di Giacomo Balla e Mare=danzatrice di Gino Severini. Molto ricca è
la sezione sul surrealismo e intorno, con rilevanti opere di Max
Ernst e Joan Miró; di René Magritte è la celebre tela.
L'impero della luce; di Giorgio De Chirico La torre rossa; di
Picasso La Baiguada. Per il secondo dopoguerra spiccano le dieci
opere di Jackson Pollock conseguite nel 1942-47, e in particolare
Donna-luna, Circoncisione e Foresta incantata.
Campo S. Gregorio
È definito dalla quattrocentesca omonima chiesa e dalla
corte-giardino del neogotico palazzo Genovese, alzato nel 1892, il
cui loggiato archiacuto al piano terra lascia scorgere il Canal
Grande. Dal campo, il sottoportego dell'Abbazia rende straordinario
la vista della dirompente, bianca struttura barocca della Salute.
Campo della Salute
Tra i pochi campi veneziani a essere affacciato apertamente sul
Canal Grande, offre uno stupendo colpo d'occhio sul canale e sul
Bacino di S. Marco. Una lunga riva raccorda l'acqua al basamento a
gradini dal quale si impone la chiesa, mentre sugli altri lati lo
spazio è limitato da edifici austeri: le absidi gotiche di S.
Gregorio, il palazzo del Seminario patriarcale e, sullo sfondo, il
basso edificio della Dogana da Mar.
S. Maria della Salute
Costruita dopo la fine della peste del 1630 e realizzata nel 163
1-87, è divenuta il centro della memoria popolare: dal 1681, il 21
novembre, vi si festeggia una solenne festa con la processione che
da S. Marco arriva la Salute passando il Canal Grande su un ponte di
barche lanciato all'altezza della chiesa di S. Maria del Giglio.
Il tempio è il capolavoro barocco di Baldassarre Longhena, si
compone di un corpo maggiore a pianta centrale ottagonale, con
deambulatorio continuo su cui s'innestano sei cappelle e soprastante
cupola emisferica, e del presbiterio dilatato nelle absidi laterali
e anch'esso con cupola e campanili.
All'esterno, il volume ottagonale ritmato dalle sporgenze delle
cappelle si raccorda benissimo alla cupola mediante i contrafforti a
voluta e lo stuolo di statue che accompagna quella della Vergine,
vestita da capitano da mar, posta sulla lanterna della cupola in una
suggestiva trasposizione del culto della Vergine con la celebrazione
di Venezia.
L'interno della Salute è formato da un vano centrale è imponente e
di intensa luminosità, di forma ottagonale e accerchiato da
cappelle;sul fondo si apre il presbiterio, dove il complesso altare
maggiore chiude l'effetto scenografico grazie anche al gioco della
luce, che va prudentemente attenuandosi nel passaggio tra i due
ambienti.
L'altare incornicia una venerata icona arte greco-bizantina; nella
parte alta, la scultura raffigurata Madonna con Bambino che guarda
Venezia inginocchiata ai suoi piedi, in atto di ringraziamento per
la cessazione del morbo.
In sagrestia si trovano le opere più interessanti: di Tiziano sono
il S. Marco in trono con i Ss. Sebastiano, Rocco, Cosmo e Damiano
sull'altare.
Seminario patriarcale
Il vasto palazzo, costruito da Baldassarre Longhena nel 1611, è
organizzato intorno a un chiostro e a un monumentale scalone
decorato di statue e rilievi. Accoglie una importante raccolta di
pitture e sculture originari dalle istituzioni religiose abolite dal
governo napoleonico, alla quale si affianca la Pinacoteca
Manfrediniana.
Punta della Dogana
Spartiacque tra il Canal Grande e il canale della Giudecca, fu
conseguita da Giuseppe Benoni nel 1677 in forma di prua di nave a
loggia con torretta, oltrepassata da una grande scultura di Bernardo
Falcone: essa rappresenta due Atlanti bronzei curvi sotto la sfera
d'oro, con soprastante leggera sagoma segnavento della Fortuna. La
loggia finisce il basso e severo edificio della Dogana da Mar, opera
del Benoni che venne allargata nel 1838.
Zattere
La fondamenta che dalla punta della Dogana raggiunge S, Basegio
rasentando l'ampio canale della Giudecca, è detta così perché vi
attraccavano le zattere in legno e i "burchi" per il trasporto dei
più vari materiali dalla terraferma; vi si trovavano magazzini,
depositi, squeri e attività artigianali, che si ritrovano oggi nella
denominazione di calli e cortili. Oggi è una delle più gradevoli
passeggiate, soleggiata e protetta dai venti di tramontana, con bar
e trattorie.
Monumenti sulle Zattere
Il primo tratto prende il nome dai Saloni i nove grandi magazzini
del sale posti a batteria che vennero innalzati nel secolo XIV e
ancora sistemati a questo uso nel 1830 con l'attuale facciata
neoclassica ad arconi.
La chiesa dello Spirito Santopresenta una semplice facciata
rinascimentale da qui parte il ponte votivo che viene innalzato su
barche per la festa del Redentore, unendo le Zattere all'isola della
Giudecca. La cosiddetta casa alle Zattere opera di Ignazio Lardella
è notevole per il riuscito innesto, in una realizzazione moderna, di
elementi e riferimenti della tradizione costruttiva e architettonica
lagunare, e per l'inserimento dello stesso complesso nel luminoso
ambiente circostante.
I Gesuati
La chiesa di S. Maria del Rosario è frutto dell'impegno economico di
tutta la città. Fu infatti innalzata nel 1724-36 con le offerte
delle Arti e delle Confraternite; che nei volumi esterni
reinterpreta felicemente motivi compositivi palladiani e,
all'interno, inventa a sfondo della navata rettangolare, dietro
l'altare maggiore, un luminoso vano absidale a pianta ellissoidale.
Statue e bassorilievi di Giovanni Maria Morlaiter, vera galleria
dello scultore, ritmano le pareti; nelle cappelle sono dipinti di
Giovanni Battista Tiepolo e Giovanni Battista Piazzetta. Alla chiesa
si affianca l'ex monastero dei Gesuati con una parte rinascimentale
e una settecentesca. Accanto al luogo di culto è l’elegante, piccola
facciata di S. Maria della Visitazione.
S. Trovaso
La fondamenta delle Zattere ai Gesuati termina al ponte Longo sul
rio di S. Trovaso, che fu sempre più animati collegamenti tra il
canale Giudecca e il Canal Grande. In un posto molto incantevole si
intravede qui il ,grandissimo squero di S. Trovaso, che limita il
campo S. Trovaso in parte alberato e impreziosito da tre da pozzo.
Lo spazio si articola attorno alla chiesa di S. Trovaso dai modi
palladiani frutto la riparazione iniziata nel 1585. Due facciate
all'incirca identiche, dovute all'incrocio dei rii di S. Trovaso e
di Ognissanti, serrano un interno a unica navata e largo presbiterio
che accoglie due dipinti di Giandomenico Tiepolo; numerose sono le
tele di Jacopo e Domenico Tintoretto.
Rio di S. Trovaso
Una passeggiata lungo il rio, seguito per gasi tutta la sua
lunghezza da fondamenta, consente di osservare alcune nobili dimore
che rievocano la prestigiosa funzione residenziale svolta da questa
via d'acqua a partire dal Tre-Quattrocento. Per primo s'incontra,
sulla riva orientale, palazzo Barbarigo-Nani, sullo stesso lato, il
palazzo Giustinian-Recanati, grande edificio di forme seicentesche.
Sulla sponda occidentale sporge poi il palazzo Bollavi, che nel XVII
secolo avvicendò una dimora trecentesca: ha prospetto asimmetrico
nel quale si apre una bella trifora. Vicino è il palazzo
Marcello-Sangiantoffetti, cinquecentesco. Conclude la rassegna,
ormai alla confluenza con il Canal Grande, il palazzo Contativi
degli Scrigni, formato da un edificio quattrocentesco gotico lungo
il rio S. Trovaso, cui si affianca un corpo edilizio a logge
compiuto da Vincenzo Scamozzi sul Canal Grande.
Campo S. Barnaba
È dominato dalla massiccia facciata della chiesa di S. Barnaba,
innalzata nel 1749-76 da Lorenzo Boschetti su un edificio del IX
secolo. II campo è il centro dell`insula" omonima, lunga e stretta
all'interno dei rii del Malpaga e di S. Barnaba: il compatto tessuto
urbano è ordinato sulla centrale calle Lunga S. Barnaba, da cui si
staccano le calli che servono file di edifici sporti dal lato
opposto sui rii
Ca' Rezzonico
Questa dimora patrizia è tra le più famosi del Canal Grande,
ammobiliata con dipinti, sculture, mobili e suppellettili del XVIII
secolo. Fu iniziata nel 1649 da Baldassarre Longhena per la famiglia
Bon venne completata da Giorgio Massari per i Rezzonico nel 1750. Di
proprietà del Museo Correr, è sede del Museo del Settecento
veneziano, che
conserva un'importante collezione di opere pittoriche di quel secolo
in un unico contesto ambientale sia per l'apparato decorativo che
per i preziosi arredi dell'epoca.
Capolavori decorativi e opere d'arte
Insigni sono, al primo piano nobile, gli affreschi di Giambattista
Tiepolo: Le nozze di Ludovico Rezzonico con Faustino Savorgnan, la
luminosa Allegoria del Merito tra Nobiltà e Virtù e la tela con La
Fortezza e la Sapienza; interessanti documenti dell'epoca sono pure
il mobilio di Andrea Brustolon e i ritratti.
Al secondo piano nobile sono dipinti settecenteschi di Francesco
Zuccarelli, Giuseppe Zais, Giovanni Battista Piazzetta; telette di
Pietro Longhi; affreschi di Giovanni Antonio Guardi. Giandomenico
Tiepolo è protagonista nel portego del Mondo Novo, nella camera dei
Pulcinelli, nella chiesetta, nel camerino dei Centauri e nella
camera dei Satiri. Capolavori di Francesco Guardi sono Il parlatorio
delle monache a S. Zaccaria e Il Ridotto.
Palazzi Giustinian e Ca' Foscari
Oggi sede dell'Università, sono esempi tra i più significanti
dell'uniformazione architettonica quattrocentesca delle grandi
dimore patrizie lungo le rive del Canal Grande, che da porto
fluviale divenne così luogo eccezionale di rappresentanza. I primi,
gemelli, sono rivelazione matura del gotico veneziano e hanno una
pianta a L aperta sulla corte e scala esterna; l'altra è più
compatta, con salone centrale, scala interna e grande corte merlata;
le lunghe facciate formano quasi una fronte unica sul canale.
S. Pantalon
La chiesa di S.Pantaleone stacca sul campo omonimo, aperto sul rio
di Ca' Foscari, per I'incompiuta facciata in mattoni e deve la forma
attuale alla ristrutturazione del 1684-1704. L’interno è reso
splendido dal vastissimo dipinto che ricopre il soffitto e le pareti
della navata con, in prospettiva, il Martirio e Gloria del santo, di
Veronese e Palma il Giovane Campo S. Margherita
Tra Maggiori e più vivaci della città, questo campo alberato è da
sempre luogo di mercato e centro della vita sociale del sestiere.
Ne contraddistingue il profilo il campanile mozzo dell'ex chiesa di
S. Margherita, in parte inglobata fra le case. Notevole, sul lato
occidentale, la serie di preziosi palazzetti di sapore ancora
bizantino o gotico, e particolare il trecentesco palazzetto
Foscolo-Corner; alcuni conservano le tipiche botteghe a piano terra
con piccola vetrina porta contornate in pietra d'Istria,
testimonianze dell'antico carattere mercantile questo campo che era
dotato direttamente via acqua dal retrostante rio di S, Margherita
attraverso calli.
Scuola Grande dei Carmini
Era la sede della importante confraternita fondata nel 1594 a
devozione della vergine del Carmelo.
Questo edificio ha due
diverse facciate, su calle e su campo dei Carmini, attribuite
all'intervento di Baldassarre Longhena. Nove tele di Giovambattista
Tiepolo ornano il soffitto del salone.
I Carmini
La chiesa di S. Maria del Carmelo, più volte allargata e
ristrutturata dopo la realizzazione a cavallo fra Due e Trecento, ha
pianta basilicale a tre navate, originaria come il bel portale sul
fianco sinistro con protiro ornato da elementi bizantini; la
sopraelevazione della navata centrale, le absidi ancora gotiche e la
facciata in stile oramai rinascimentale risalgono all'allargamento
fatto nel 1515 da Sebastiano da Lugano.
Interno dei Carmini.
I semplici elementi originari dell'edificio convivono nella navata
centrale con una ricca decorazione sei-settecentesca che non altera
l'effetto prospettico verso la luminosa abside. Tra le opere d'arte,
notare: la pala di Cima da Conegliano; la Deposizione, bassorilievo
bronzeo di Francesco di Giorgio; S. Nicola tra S. Giovanni Battista,
S. Lucia e angeli di Lorenzo Lotto. Dal campo dei Carmini si vede,
oltre il bel rio di S. Margherita, l’enorme ma cadente palazzo
Foscarini della seconda metà del '500, con le grandi serliane
murate.
Angelo Raffaele
La tradizione la identifica con una delle otto chiese fondate nel
secolo VII dal vescovo di Oderzo, ma si presenta nella
ristrutturazione operata da Francesco Contino. Delle tre facciate
previste fu concretizzata solo quella, obliqua, verso il rio;
l'interno, a croce greca sviluppato in altezza, ha carattere in
prevalenza settecentesco.
S. Sebastiano
Ricostruito da Antonio Scarpagnino in eleganti forme rinascimentali,
l'edificio ha la navata interna strutturata dal barca, il coro
pensile. Su questo - come sul soffitto, sulle pareti della navata e
del presbiterio lo splendido complesso di tele e affreschi è del
Veronese: mirabili le tre tele sul soffitto della navata, come pure,
fra le pale d'altare, la Madonna in gloria e santi; singolare
l'organo, pure disegnato dal Veronese, che pitturò gli sportelli e
il parapetto con episodi della vita di Gesù. Campo S. Nicolò dei
Mendìcoli
Mantiene intatto il fascino dell'originario ambiente lagunare questo
spazio alberato, centro di una delle parrocchie più antiche che è
circondato dall'acqua e dominato dalla chiesa di S. Nicolò dei
Mendìcoli. Sebbene cambiata da parziali rifacimenti conserva la
tipologia basilicale veneto-bizantina duecentesca, su fondazioni
risalenti al secolo VII: tipico è il portico antistante alla
facciata, frequente nelle antiche chiese veneziane come rifugio per
poveri.
Nell'interno, la navata centrale, perimetrale dall'iconostasi lignea
scolpita, è decorata da un sontuoso apparato iconografico del tardo
'500.
Turismo a Venezia
www.weekend.venezia.it è una piccola guida turistica per trascorrere un weekend nel Sestiere Dorsoduro nella città di Venezia.
Visitare Venenzia
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- Sestiere Castello
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Sestiere Dorsoduro
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- Sestiere San Polo
- da San Marco a Sant' Elena
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Citazione sulla Serenissima
Si è sempre dato per scontato che Venezia è la città ideale per una luna di miele, ma è un grave errore. Vivere a Venezia, o semplicemente visitarla, significa innamorarsene e nel cuore non resta più posto per altro. ![]()
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