Itinerario turistico San Marco / Accademia a Venezia

Il percorso si sviluppa lungo l'asse che collega il polo marciano al vasto campo S. Stefano,punti di incontro preferiti dai veneziani, per ultimare al ponte dell'Accademia accesso al sestiere di Dorsoduro. La zona si contraddistingue per la stupenda sequenza di campi e campielli di forme e proporzioni molto varie, uniti da eleganti vie commerciali.
In questa parte della città, in fatti, si raccolgono le maggiori attività finanziarie e prestigiose istituzioni culturali, oltre ad alberghi celebri che fanno dell’area meridionale del sestiere di S. Marco uno tra i più animati settori della città.
Il tessuto urbano, sempre di grande qualità formale, si è formato attraverso complesse stratificazioni che, nelle età più antiche, hanno avuto come perno importanti complessi religiosi come S. Stefano e S, Vidal.
Le chiese, le confraternite e le iniziative a esse legate hanno rappresentato, in fatti, non soltanto i soggetti promotori della crescita urbana, fondata sulle caratteristiche collegamenti spaziali dei campi-sagrati, ma anche i poli della socialità e della vita civile dei veneziani.
I grandi palazzi storici sono invece stati i primi attori del rinnovamento edilizio e funzionale tardo-settecentesco e ottocentesco, che ha promosso l'area a cuore culturale e direzionale.

Frezzeria
Usciti da piazza S. Marco per l'Ala napoleonica si oltrepassa calle larga dell’ascensione , di antica urbanizzazione. Si giunge all'innesto della Frezzeria, che prende nome dai venditori di frecce che qui vivevano e mercanteggiavano nel medioevo, quando gli uomini avevano l’obbligo di esercitarsi settimanalmente con le balestre sulla spiaggia del Lido.
In calle Vallaresso, è l'ingresso al teatro I Ridotto, in palazzo Dandolo. Aveva qui de infatti, nel '700, il celebre "Ridotto", pubblico ritrovo e casa da gioco per i nobili borghesi vi entravano mascherati.

S. Moisè
Affacciata sull'omonimo campo, questa chiesa di antica fondazione è stata più volte ristrutturata sino al XVII secolo. Deve il prospetto frontale ad Alessandro Tremignon, che vi conseguì una delle più radicali espressioni del barocco veneziano con la scenografica sovrapposizione di statue che celebrano la famiglia committente, i Fini. L'interno, a unica navata rettangolare coperta da volta, è incrementato da un altare maggiore barocco, raffigurato dal Tremignon e scolpito dal Meyring.

Calle larga XXII Marzo
Il nome ricorda la data in cui gli occupanti austriaci furono espulsi da Venezia nel 1848. E il centro degli affari della città lagunare, dove si raccolgono rilevanti attività economiche e finanziarie. Allargata e rettificata dal 1880, presenta un carattere omogeneo nonostante la diversità stilistica degli edifici. Da notare la grande facciata del palazzo della Borsa e della Camera di Commercio.

Campo S. Fantin
Tra i luoghi più attraenti del sestiere e anche tra i più antichi, ha sempre riprodotto uno snodo dei percorsi all'interno della grande ansa del Canal Grande. Tra le bianche facciate che inquadrano scenograficamente lo spazio, quella di destra appartiene alla chiesa di S. Fantin, restaurata nel 1507 da Antonio Scarpagnino poi rimpiazzato da Jacopo Sansovino.
Nell'interno a tre navate, coperto da volte a botte e a crociera, sono di rilevante qualità esecutiva i Ss. Giovanni evangelista, Rocco e Teodoro che intercedono presso la Vergine per la fine della peste del 1630.

Scuola di S. Fantin
Già residenza dell'antica confraternita di S. Girolamo e di S. Maria della Giustizia questo edificio venne innalzato nel 1592-1600 anticipando il barocco nel gusto plastico, con interventi di Alessandro Vittoria. Dal 1812 è sede dell'Ateneo veneto, l'accademia scientifico-letteraria voluta da Napoleone.
L'interno presenta nell'Aula magna un soffitto ligneo nei cui tredici scomparti sono rappresentati I suffragi per le anime dei Purgatorio e Dottori e Padri della Chiesa di Palma il Giovane; al primo piano, sono di Antonio Zanchi il grande Giudizio universale nel soffitto e, sulla parete a destra della porta, Gesù scaccia i mercanti dal tempio.

Teatro La Fenice
Uno dei più famosi teatri d'opera al mondo, affrontava la chiesa sino al 29 gennaio 1996, quando un incendio lo annientò completamente. Analoga sorte aveva subito nel 1836 l'edificio originario di Giovanni Antonio Selva, risorto per opera di Tommaso e Giovanni Battista Meduna.

Campo S. Maria del Giglio
Di forma irregolare e articolato in due spazi il campo detto anche S. Maria Zobenigo si allunga verso il Canal Grande nel campo del Traghetto, con il particolare "stazio" in legno per i gondolieri e, a sinistra, il gotico palazzo Dritti. Da questa riva, il 21 novembre, festa della Madonna della Salute, viene buttato un ponte di barche che collega le due sponde arrivando il campo della Salute.

S. Maria del Giglio
Detta anche "di Zobenigo" dal nome della famiglia che la innalzò nel X secolo, fu riedificata nella seconda metà del XVII secolo. La facciata, realizzata da Giuseppe Sardi presenta un doppio ordine di colonne binate reso fastoso dalle statue, mentre in basso sono incastrate sei vedute planimetriche di altrettante città.
L'interno, a unica navata rettangolare e con soffitto piano dipinto da Antonio Zanchi è particolarmente ricco di opere scultoree e pittoriche: di Domenico Tintoretto è la Madonna sul soffitto della cappella Molin; di Pieter Paul Rubens la Madonna col Bambino e S. Giovannino.
Dietro S. Maria del Giglio, oltre il rio omonimo, si apre il particolare campiello della Feltrino, su cui prospetta il quattrocentesco palazzo Malipiero. Passato il ponte Zaguri a sinistra, chiude la fondamenta l'entrata da terra di palazzo Coner della Ca' Gronda opera di Jacopo Sansovino tra i più grandi edifici del Canal Grande; la facciata suddivisa in tre fasce orizzonta su quella inferiore poggiano le altre due rese leggere dal bianco della pietra e dal giaco chiaroscurale del colonne.

Campo S. Stefano
Il suo vero appellativo campo Francesco Morosini, ma da sempre conosciuto col nome del santo cui è dedicata la chiesa affacciata sul margine settentrionale. È uno spazio grande e rilevante nell'urbanistica del sestiere, formato d cortine di eleganti edifici e da una successione di ambienti monumentali che si allungano fino al Canal Grande e al ponte dell'Accademia.
I veneziani lo preferiscono come luogo di incontro e vi si danno incontro presso i numerosi caffè. Il campo ha forma allungata, a ventaglio, e si articola in campielli ingentiliti da pozzi che danno accesso a chiese e palazzi, mentre ai lati scorrono due rii maggiori diretti verso il Canal Grande. Al centro è posto il monumento a Niccolò Tommaseo. Sul rio S. Stefano, a sud-est, prospetta,i il palazzo Morosini, formato da due corpi con corte comune unificati alla fine del XVII secolo.
Sul lato opposto del campo sorge palazzo Loredan, di origine gotica ma restaurato nel XVI secolo su ,progetto di Antonio Scarpagnino, oggi sede dell'Istituto veneto di Scienze, Lettere ed arti fondato nel 1810 e dotato di una ricca biblioteca. Di fronte, il campiello Pisani che introduce I'imponente facciata di palazzo Pisani, sede del Conservatorio di Musica Benedetto Marcello; la monumentale facciata sul campo è caratterizzata dal motivo dominante delle serliane sovrapposte.

S. Stefano
La chiesa che dà nome al campo è uno dei più rilevanti complessi religiosi gotici di Venezia. Fu cominciata dagli Eremitani agostiniani nel 1294 e terminata nelle forme eleganti del gotico quattrocentesco, che ispirò anche lo splendido portale.
Privo di transetto è l’interno di vaste proporzioni, che è articolato in tre navate coperte da un bellissimo soffitto ligneo a carena di nave e ospita diversi monumenti funebri secondo la consuetudine delle grandi chiese etiche.
La sagrestia racchiude un'Ultima cena, una Lavanda dei piedi e un'Orazione all'orto del Tintoretto, e una tavola di Paolo Veneziano.
Alle pareti ai lati dell'altare, S. Pietro e S. Lorenzo, parti di un polittico di Bartolomeo Vivarini. Il presbiterio è sopraelevato sull’antica cripta e ultimata in una grande abside poligonale del principio del secolo XV; imponente è l'altare maggiore con grande ciborio.

S. Vidal
Al margine opposto del campo rispetto a S. Stefano sorge questa antica ex chiesa eretta nelI' XI-XII secolo e ristrutturata nel XVIII su progetto di Antonio Gaspari, con facciata di Andrea Tirali di chiara ispirazione palladiana. Mantiene nell'interno gli arredi originali; notevoli S. Vitale a cavallo e otto santi del Carpaccio e L'arcangelo Raffaele e i Ss. Antonio di Padova e Luigi di Giovanni Battista Piazzetta.
In campo S. Vidal merita attenzione anche l'originale struttura di palazzo Cavalli Franchetti di origine quattrocentesca ma rimodellato nell'800, immerso in un grande giardino sul Canal Grande: l'esterno quattrocentesco inganna il robusto restauro del XIX secolo.

Ponte dell'Accademia
Dal campo S. Vidal si getta ad oltrepassare il Canal Grande questo ponte in legno, che prende il posto dal 1934 il passaggio in ferro innalzato nel 1854; l'attuale struttura è stata ideata da Eugenio Miozzi come momentanea, ma è ormai parte integrante del paesaggio urbano. camminando tra belle vedute sul canale e sulla punta della Dogana, si scende nel campo che ospita le Gallerie dell'Accademia.

Foto di Venezia

Piazza San Marco from the Canale (Venezia) Canal Grande a Venezia Venice -  Palazzo Ducale Arsenale di Venezia Canali di Venezia Ponte di Venezia