Itinerario turistico fra Rialto, la Laguna Nord e San Marco a Venezia

Salizzada S. Lio
L'area di S. Lio, di cui questa salizzada rappresenta il percorso commerciale principale, è di formazione tardobizantina e gotica, come provano due importanti case a torre del secolo XIII, collegate da un arco. Sul piccolo e animato campo S. Lio prospetta la settecentesca facciata della chiesa omonima, il cui interno, riedificato nel 1619 a navata unica conclusa da tre cappelle absidali, mantiene sul soffitto luminosi affreschi di Giandomenico Tiepolo raffinate decorazioni rinascimentali di Pietro Lombardo e S. Giacomo apostolo di Tiziano.

Campo S. Maria Formosa
Strategicamente collocato tra i sestieri di Castello, San Marco e Cannaregio, questo grande spazio era un epicentro di vita civile e religiosa già nel VII secolo, diventando poi il centro di rilevanti consorterie artigianali. Anche oggi è tra i più attivi della città, animato da un piccolo mercato e da gremiti caffè.
Lo spazio è suddiviso in diversi ambienti che gravitano attorno alla chiesa ed è contornato da ragguardevoli edifici: il palazzo Ruzzini; i tre palazzi Donò risalgono uno al tardo '500 e gli altri sono ben conservato di architettura veneto-bizantina; il palazzo Malipiero Trevisan ha facciata impostata su due quadrifore centrali sovrapposte.

S. Maria Formosa
L'origine della chiesa è fatta risalire a S. Magno a seguito di un evento divino. L'edificio fu riedificato nel 1175 e ancora nel 1492 da Mauro Codussi, che sull'orientamento e lo schema a croce greca di modello marciano inserì quello a croce latina. Tra la sansoviniana facciata sul rio e quella sul campo si leva il campanile barocco.
L'armonioso interno ripresenta l'espansione spaziale bizantina ripetuta secondo moduli rinascimentali di ascendenza toscana.

Palazzo Querini-Stampalia
Una meraviglioso e raccolto campiello, rivolto al rio di S. Maria Formosa, ospita la facciata principale dell'edificio, che si adatta alla curva del canale. Innalzato attorno al 1528 dai Querini e nel 1807-50 residenza del patriarca di Venezia, è dal 1869 dimora della Fondazione che da loro prende nome. Si entra al palazzo per un sottile ponte in ferro disegnato da Carlo Scarpa.
Museo-Fondazione Querini-Statupalla.
Contiene una Biblioteca pubblica ricca di oltre 300 mila volumi, periodici, manoscritti, incunaboli e cinquecentine, e una Pinacoteca, formata da dipinti e sculture di scuola veneta, italiana e straniera dal XIV al XVIII secolo, ordinati in ambienti preziosi per le ornamenti e per gli arredi originari.
Da notare in particolare le opere di Catarino Veneziano, Giovanni Bellini, Lorenzo di Credi, Palma il Vecchio e il Giovane, Pietro Vecchia, Giambattista Tiepolo, Pietro Longhi. Proseguendo verso S. Maria dei Miracoli è visibile la composita facciata del palazzo Bragadin-Carabba, restaurato da Michele Sanmicheli; dal ponte sul rio di S. Marina, prezioso è l'imponente prospetto del blocco gotico fiorito di palazzo Pisani con armonizzate aggiunte barocche.

S. Maria dei Miracoli
Nel piccolo campo dei Miracoli risalta isolata questa chiesa, uno dei primi esempi dell’architettura rinascimentale veneziana, costruita da Pietro Lombardo.
Un frontone semicircolare corona con un'unica curva la facciata, delimitata da due ordini sovrapposti di lesene e dal disegno regolare del copertura in marmi policromi.
Lo spazio interno ripresenta ritmo e misura dell'esterno nel rivestimento marmoreo e nella brillante volta a botte con ricco soffitto a cassettoni ligneo dipinto.

Campo dei Ss. Giovanni e Paolo
La presenza della basilica e della vicina Scuola Grande di S. Marco fanno di questo campo uno dei zone sociali e monumentali più importanti di Venezia, centro di un'area che conserva ancora il carattere di grande polo religioso-assistenziale.
L'imponente facciata in cotto della chiesa gotica definisce, in angolo con il marmoreo prospetto rinascimentale della Scuola, l'antistante campo-sagrato, mentre a destra si apre il campo vero e proprio, allargato nella seconda metà dell'800.
Lungo il lato meridionale del campo sono il seicentesco palazzo Dandolo, indicato dalle tre grandi torrette di camino, e il palazzo Grimani, della fine del '500. Da rilevare anche la splendida vera da pozzo cinquecentesca con putti e festoni.

Basilica dei Ss. Giovanni e Paolo
Dalla metà del '400 ebbero luogo in questa chiesa i solenni funerali dei dogi. Con i Frari, la basilica è infatti il più enorme esempio di architettura gotica sacra in città, pantheon di principi ed eroi. Costruita dai Domenicani nel 1246, ha imponente facciata in cotto scandita nella parte inferiore da profonde arcate cieche trecentesche; il portale ad arcata ogivale su colonne provenienti da Tortello è di Bartolomeo Bon. Dal fianco destro sporgono i complessi volumi delle cappelle fino al transetto, forato da un finestrone gotico, cui si addossa l'ex scuola di S. Orsola.

L'interno dei Ss. Giovanni e Paolo
Enorme e massiccio per le inusitate proporzioni è a tre navate divise da pilastri cilindrici e con cinque cappelle absidali aperte sul transetto. Alcuni sepolcri sono di straordinario valore: in controfacciata, il monumento al doge Pietro Mocenigo di Pietro Lombardo; sulla parete sinistra del presbiterio, il monumento al doge Andrea Vendramin di Pietro e Tullio Lombardo, e il gotico monumento al doge Marco Corner, abbellito con statue della Madonna e di santi di Giovanni Pisano; lungo la navata sinistra quelli al doge Tomaso Mocenigo di artisti toscani e al doge Nicolò Marcello di Pietro Lombardo.
Al secondo altare destro, polittico di S. Vincenzo Ferreri, opera giovanile di Giovanni Bellini, segue, a destra, la cappella dell'Addolorata, gotica nell'architettura e con bel apparato decorativo barocco.
Preziosa, lungo la navata destra, anche la cappella di S. Domenico, sul cui soffitto intagliato e dorato trionfa la Gloria di S. Domenico di Giovanni Battista Piazzetta.
Stupende le vetrate del finestrone a trafori gotici del transetto destro, dove la pala è di Lorenzo Lotto. Da quello sinistro si entra alla cappella del Rosario, dove sono conservate belle tele del Veronese.

Scuola Grande di S. Marco
La realizzazione è opera di Pietro Lombardo e Giovanni Buora, anche se fu terminata da Mauro Codussi cui si deve, tra l'altro, il coronamento curvilineo del prospetto. Di sobria raffinatezza è l'originale la facciata a due piani, divisa in altrettante parti e dal tema illusionistico delle finte prospettive nei quattro pannelli ai lati delle due porte.
Il portale è abbellito da un ricco protiro con nella lunetta un altorilievo di Bartolomeo Bon. Nel vasto ambiente superiore e nell'adiacente ex sala vi sono opere di Palma il Giovane, Domenico Tintoretto.

Convento dei Domenicani
Dal salone terreno della Scuola Grande si accede all'ex convento dei Domenicani dei Ss. Giovanni e Paolo, ora Ospedale civile, ristrutturato da Baldassarre Longhena conservando l'impianto planimetrico del secolo XIII che era articolato intorno a due chiostri e a un cortile. Dello stesso è la Biblioteca, con un apprezzabile soffitto ligneo scolpito da Giacomo Piazzetta; degli anni '80 del XX secolo è l'allargamento nell'area dei chiostri, con un edificio modulare che richiama nelle coperture a botte la soluzione codussiana della fronte sul campo.

Calle Barbaria delle Tole
Vi sorge l'Ospedaletto, fondato nel 1527 dopo una grave carestia come degenza per vecchi e poveri infermi, di cui restano l'elegante sala da Musica, dipinta a fine '700 e teatro dei concerti delle ragazze ospiti dell'istituto, e la chiesa di S. Maria dei Derelitti di Baldassarre Longhena, la cui facciata barocca è caratterizzata dalla abbondanza della decorazione scultorea e dalla forte sporgenza della trabeazione dentata, sormontata da statue.

Fondamenta e campo S. Severo
Dal ponte di S. Lorenzo, da cui si vedono il fianco del tardogotico palazzo Cappello e il seicentesco palazzo Ziani ora residenza della Questura Centrale, si stacca borgoloco S. Lorenzo, delimitato da un'interessante edilizia seriale del XVI secolo.
Il percorso arriva la fondamenta S. Severo, segnata oltre il rio dai prospetti di rilevanti edifici: l'archiacuto palazzo Zorzi-Bon e palazzo Zorzi, con lunga e bianca facciata retta dalle eleganti arcatelle del loggiato.
Nel campo, un imponente ingresso caratterizza il palazzo Priuli all'Osmarin, notevole esempio di residenza gotica di fine '300 con finestre e bifore d'angolo.

Museo diocesano d'Arte sacra
L'istituzione occupa l'ex convento benedettino di S. Apollonia, che si articola intorno a un piccolo e affascinante chiostro romanico. La raccolta comprende dipinti di Moretto da Brescia, Gentile Bellini, Palma il Giovane, Luca Giordano, preziose oreficerie, oggetti sacri e codici.

Foto di Venezia

Piazza San Marco from the Canale (Venezia) Canal Grande a Venezia Venice -  Palazzo Ducale Arsenale di Venezia Canali di Venezia Ponte di Venezia