Informazioni turistiche sui Musei a Venezia

I musei di Venezia sono tra i più originali del mondo occidentale. Inizia nei labirinti lagunari attraverso l'incontro della cultura bizantina, ravennate, barbarica e indigena, e si allarga nei secoli come "civiltà veneziana" alimentandosi dello scambio ininterrotto con le migliori espressioni dell'arte europea, adriatica e mediterranea, ma anche del variopinto mondo orientale.
La ricchezza della Serenissima emergono anche dai suoi spazi espositivi. In particolare, Palazzo Ducale si segnala per l'importante documentazione storica che fornisce, essendo stato per suoli espressione famoso della vita della Repubblica, nonché residenza dogale e sede del governo e del palazzo di giustizia.
Le Gallerie dell'Accademia certificano con straordinaria ricchezza gli sviluppi che hanno contraddistinto la pittura veneta nel corso dei secoli e sono una delle pinacoteche di maggior pregio in italiano. Per completare una visita abbastanza approfondita si suggerisce di riservare tre ore per ogni museo.

Palazzo ducale
Questo straordinario complesso edilizio riepiloga la vicenda storica e artistica della Repubblica e contiene un patrimonio unico di opere, quasi tutte osservabili nella collocazione originaria.
L'ingresso avviene dalla porta della Carta, ricca opera di Giovanni e Bartolomeo Bon con il leone alato davanti al quale è inginocchiato il doge Francesco Foscari.
Essa immette nel porticato Foscari, innalzato dai Bon e aperto sul cortile, che si conclude con l'arco Foscari; questo fronteggia la monumentale scala dei Giganti di Antonio Rizzo.

Il cortile interno di Palazzo Ducale
Il cortile è un'autentica "piazza", allungamento della platea marciano tra le alte mura del palazzo. Qui il Rizzo ripropose nelle facciate interne la medesima ideazione dei prospetti esterni, accatastando al vuoto dei due piani a portico e logge una parete piena forata da due ordini di finestre confusamente disposte.
Notare, al centro, le due stupende vere da pozzo in bronzo, del XVI secolo.
Per la scala dei Censori si sale al piano delle Logge e si arriva la scala d'Oro, iniziata dal Sansovino e da Antonio Scarpagnino ma terminata nel 1559; assegnata al passaggio di magistrati è coperta da volta a botte con splendidi stucchi dorati di Alessandro Vittoria.

Appartamento ducale
Salendo al primo piano mobile si entra nell'interno del palazzo. Qui si trova l'appartamento ducale, in ambienti riedificati da Antonio Rizzo dopo l'incendio del 1483.
La sala degli Scarlatti è una delle più belle del palazzo, decorata sotto la direzione di Pietro Lombardo, è chiamata così perché vi si riunivano i consiglieri del doge che vestivano toghe scarlatte.
Un cenno merita il magnifico soffitto, opera dei fratelli Biagio e Pietro da Faenza. Superata la porta, si entra nella sala delle Mappe o dello Scudo, che riproduceva l'anticamera dell'appartamento dove veniva esposto lo stemma del doge in carica.
Tra gli altri ambienti dell'appartamento ducale si segnala la sala Grimani, che veniva utilizzata per le udienze private. Prende il nome dallo stemma della famiglia Grimani associato più tardi nel bellissimo soffitto cinquecentesco, contraddistinto da rosoni e nastri intrecciati e dorati su fondo azzurro.
La sala dei Filosofi è così detta per le 12 tele raffiguranti figure di filosofi, dipinte dai migliori artisti dell'epoca fra cui Tintoretto e Paolo Veronese.

Abitazione del doge
Le tre sale successive producevano l'appartamento privato del doge. La sala delle Volte presenta un particolare soffitto con volte a crociera. Da segnalare la presenza di tre significativi esempi pittorici dello stemma di Venezia, fra cui il leone marciano, opera di Vittore Carpaccio.
La sala Corner presenta un rilevante soffitto con travatura a vista decorata da motivi decorativi in oro. Infine la sala dei Ritratti nella quale si nota un bel camino concepito a scolpito dai Lombardo.
Secondo piano nobile
Questa parte del palazzo, riedificata da Antonio Rizzo e ristrutturata nel Cinquecento su progetti di Palladio, accoglie le sale di riunione delle più alte magistrature dello Stato: la Signoria, il Senato, il Consiglio dei Dieci, i Tre Inquisitori.
Dalla scala d'Oro si passa nell'atrio quadrato e poi alla sala delle Quattro Porte, innalzata dal Da Ponte su disegno del Palladio e Giovanni Antonio Rusconi: rilevanti le quattro monumentali porte e il soffitto, concepito dal Palladio e con affreschi del Tintoretto e di Tiziano.

Anticollegio
È il luogo dove sostavano in attesa i personaggi illustri e che venne riedificato su progetto del Palladio e di Vincenzo Scamozzi; la volta riceve al centro un affresco del Veronese, mentre alle pareti sono quattro opere a soggetto mitologico del Tintoretto; nella parete opposta al camino, sulla sinistra, il Ratto d'Europa del Veronese.
Nella sala del Collegio si radunavano il doge, i sei consiglieri, i capi del Consiglio dei Dieci e il cancelliere grande, che rappresentavano il Collegio, una delle più alte magistrature della Serenissima. Tra i dipinti del Veronese nel soffitto intagliato, notare Venezia in trono omaggiata dalla Giustizia e dalla Pace.

Sala del Senato.
Chiamata anche sala dei Pregadi, fu riedificata dal Da Ponte dopo l'incendio del 1574, in cui andarono distrutte opere di Carpaccio, Giorgione e Tiziano. I dipinti alle pareti furono tutti realizzati.
Merita particolare attenzione Venezia seduta tra gli dei riceve i doni del mare di Jacopo e Domenico Tintoretto.
Sala del Consiglio dei Dieci.
Il Consiglio fu fondato dopo la congiura del 1310 per proteggere la sicurezza politica della Serenissima. Era formata dal doge, 10 membri e 6 consiglieri. Il soffitto, intagliato e dorato, fu compiuto fra il 1553 e il 1554: al centro troneggia una copia ottocentesca di Giove che fulmina i vizi del Veronese.
Le pareti sono decorate in alto da fregi, putti, stemmi e figure allegoriche, tutte opere di Zelotti; in basso sono rivestite di un alto zoccolo ligneo ad anfiteatro.

Sala dei Tre Capi del Consiglio dei Dieci
Vi avevano accesso il doge e i dieci eletti ogni mese dal Consiglio. Era il luogo dove venivano aperte le denunce. Il soffitto ospita opere del Veronese,  La Punizione del falsario e La Vittoria vince il peccato.
Le altre sale del secondo piano nobile
La saletta dei Tre inquisitori era occupata dalla magistratura incaricata di trattare gli affari più delicati della Repubblica; ospita ancora opere del Tintoretto sul tema della giustizia.
La sala l'Armi del Consiglio dei Dieci riproduceva l'Armeria di Palazzo Ducale, distrutta alla fine della Repubblica. Si scende nell'andito del Maggior Consiglio che immette nella sala della Quarantia Civil Vecchia uno degli ambienti più antichi del palazzo, e in quella dell'Armamento, dove è esposto quanto resta del Paradiso, grandioso affresco realizzato dal Guariento.

Sala del Maggior Consiglio
A questa rilevante magistratura appartenevano, dal 1297, soltanto i nobili iscritti nel "Libro d'Oro". Si tratta della sala più vasta del palazzo e venne riedificata dopo l'incendio del 1577 dal Da Ponte.
La parete est è completamente occupata dal Paradiso, grandiosa composizione dipinta da Jacopo Tintoretto e dal figlio Domenico con l'aiuto di Palma il Giovane nel 1586-94 a commemorazione del buon governo della Repubblica; nel mezzo del soffitto, Apoteosi di Venezia del Veronese; nei grandi ovali accanto, tele di Palma il Giovane e del Tintoretto; nella parte alta delle pareti, i Tintoretto e loro allievi pitturarono i ritratti dei dogi fino a Francesco Venier.

Le altre sale di Palazzo Ducale
Oltre la sala della Quarantia Civil Nuova, specie di tribunale d'appello, si apre la sala dello Scrutinio, indirizzata alle votazioni del Maggior Consiglio e all'elezione del doge; fu rinnovata dopo il 1577 dal Da Ponte e ospita il Giudizio universale di Palma il Giovane; è da notare che molte delle tele qui presenti celebrano battaglie dei veneziani sui mari.

Ponte dei Sospiri e Prigioni
La sala della Quarantia Criminal, dove venivano valutati i crimini non attinenti al Consilio dei Dieci, è seguita da altri ambienti di magistrature che danno accessibilità al ponte dei Sospiri, costruito dal doge Marino Grimani nei primi anni del Seicento per unire il palazzo alle prigioni; è percorso all'interno da due stretti corridoi sovrapposti e veniva utilizzato per spostare i detenuti. Si giungono le Prigioni Nuove, struttura a scavalco articolata in due corridoi paralleli che mettono in comunicazione il palazzo di Giustizia e le vecchie carceri con le celle che stavano al di là del rio di Palazzo.

Foto di Venezia

Piazza San Marco from the Canale (Venezia) Canal Grande a Venezia Venice -  Palazzo Ducale Arsenale di Venezia Canali di Venezia Ponte di Venezia