Informazioni turistiche sulle isole Giudecca e San Giorgio a Venezia

La Giudecca ebbe questo nome per gli stanziamenti di ebrei avvenuti nel medioevo; altri prediligono la derivazione da giudicato, atto col quale nel IX secolo la Repubblica assegnò terreni di questa zona a famiglie nobili esiliate. Fu nel '500, per susseguirsi di consolidamenti, che l'isola raggiunse le dimensioni attuali.
Da allora, per il luogo decentrato ma all'interno del Bacino di S. Marco, divenne luogo di delizie e di ozio, dove le abitazioni dei patrizie si avvicendavano a orti, monasteri e giardini, ma anche a insediamenti produttivi.
Nel secolo XIX - caduta la Serenissima, decaduta la nobiltà e aboliti i conventi - la Giudecca finì per ricevere caserme, carceri, fabbriche e grandi quartieri operai, che fanno oggi scenari urbani di variabile fascino e ricchi di diversi qualità ambientali.
Diversa l'origine dell'isola di San Giorgio Maggiore, già nel IX secolo centro religioso e culturale dotato di un suo peculiare ruolo di rappresentanza politica. Dopo un periodo di decadimento, l'isola è tornata dal 1951 a svolgere rilevanti funzioni culturali come sede della Fondazione Giorgio Cini.

S. Eufemia
Contrassegnava il limite occidentale dell'originario stanziamento, che dalle fondamenta S. Eufemia si predisponeva con un fitto tessuto di edilizia popolare, dove si torcevano le gòmene per le navi, un particolare complesso a schiera seicentesco con grandi camini. La chiesa ha impianto bizantino dell'XI secolo, al quale si sono aggiunti operazioni sette-ottocenteschi.

Fondamenta S. Biagio
La formazione di questo lembo orientale della Giudecca inizia nel '400, ma l'immagine moderna è quella conferita dallo stanziamento di rilevanti edifici industriali dopo che, a fine '800, fu reso possibile l'attracco di grandi navi. Si notano le alte mura dell'ex Fabbrica di Birra e Liquori e, oltre il rio, la mole grandiosa dell'ex Mulino Stucky, innalzato nel 1896.

Il Redentore
Progettato quale stazione finale per il corteo del giorno del Redentore, è il tempio votivo voluto dal Senato dopo la pestilenza del 1576, iniziato dal Palladio e terminato da Antonio Da Ponte nel 1592. L'interno è a navata unica con tre cappelle aperte su ogni lato e si compone di una pianta longitudinale e di una centrale; a livelli differenti sono navata, presbiterio e coro, quasi a sottolineare lo sviluppo longitudinale, ponderato per ricevere la processione che dall'esterno, attraverso la gradinata, giunge fino al transetto dove sono le sedute per il doge e i dignitari. L'intento è evidente già nella raffinata facciata monumentale, posata su alto basamento e grande scalinata che, posta in asse con il ponte di barche - che viene creato ogni anno in occasione della festa - sviluppa in altezza linee e volumi architettonici fondamentali, esito della combinazione rigorosa di forme geometriche semplici.

Fondamenta della Croce, delle Zitelle e di S. Giovanni
I nomi diversi indicano il tratto della fondamenta fino al limite orientale dell'isola. Grandi edifici a più piani un tempo destinatai a granai, una casa con tre grandi e curiose finestre, la casa dei Tre Oci, originale rifacimento di motivi neogotici, e un compatto fronte d'edilizia minore ne definiscono il lungo prospetto fino al complesso delle zitelle, che fu compiuto nel 1586 su progetto assegnato al Palladio. Le due ali simmetriche destinate a ospizio includono la chiesa, che all’interno si presenta come una ampia sala quadrata.

Isola di San Giorgio Maggiore.
L'isola di San Giorgio è nota per l'omonimo complesso conventuale benedettino ma anche perché se ne ha, da San Marco, una delle più belle viste di Venezia resa famoso dai maggiori pittori in ogni epoca.
La costruzione della chiesa di S. Giorgio Maggiore fu iniziata dal Palladio nel 1566 e portata a conclusione nella prima metà del Seicento.
L'elegante facciata, con frontone a timpano e ali laterali corrispettivi alle navate, lascia intravedere le due larghe absidi in mattoni. L'elegante interno propone uno straordinario sviluppo longitudinale, ritmato dalla cupola presso l'incrocio con il larghissimo transetto e sospeso dalle colonne che dividono il coro; allo stesso tempo, la dilatazione in senso orizzontale dello spazio, dall'ampio sistema delle navate al vasto e luminoso transetto, ricompone un impianto unico. I dipinti della chiesa sono Madonna in trono e santi di Sebastiano Ricci, ultima cena e Raccolta della manna del Tintoretto.

Monastero di S. Giorgio Maggiore
Oggi sede della Fondazione Giorgio Cini : è un insieme articolato di spazi e ambienti di mirabile valore architettonico, con interventi di alcuni tra i maggiori architetti attivi da fine Quattro-cento a metà Seicento. Si deve a Giovanni Buora il completamento del Dormitorio o Manica lunga, con la brillante soluzione luministica del lungo corridoio, lo stesso iniziò il chiostro, completato dal figlio Andrea. II grande refettorio del Palladio ha un imponente ingresso, ritmato in tre alti ambienti; del Palladio è anche il chiostro dei Cipressi, elegante di grande armonia; di Baldassarre Longhena è il maestoso scalone per il primo piano, la Foresteria piccola e la sontuosa Biblioteca, posta a cavallo dei due chiostri.

Foto di Venezia

Piazza San Marco from the Canale (Venezia) Canal Grande a Venezia Venice -  Palazzo Ducale Arsenale di Venezia Canali di Venezia Ponte di Venezia